Casella di testo:                                              
                            GESÙ È VERAMENTE RISORTO 

S. Pietro esclama: "Non per essere andati dietro a favole artificiosamente inventate vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la verità del Signore nostro Gesù Cristo, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza" (2 Pietro 1, 16).

Gli apostoli sono i testimoni e gli annunciatori della morte e Risurrezione di Gesù: verità che predicavano ovunque. Gesù muore in un mare di sofferenza. E sepolto in un sepolcro nuovo, chiuso da una enorme pietra. La vita di Gesù sembra un fallimento. Gli apostoli sono delusi e terrorizzati Ma all'alba del terzo giorno che segue a quell'atroce morte, ecco che le pie donne trovano il sepolcro scoperchiato e vuoto. "Due uomini, in vesti sfolgoranti, dissero loro: Perché cercate tra i morti Colui che è vivo? Non è qui, è resuscitato" (Luca 24, 4-6).

Gesù è risorto come aveva più volte predetto!
Gesù è risorto come avevano preannunziato i profeti!
	Gesù è risorto! È apparso a tante persone: alla Maddalena, alle pie donne, a Pietro, ai Discepoli di Emmaus, agli Apostoli quando era assente Tommaso, il quale non volle credere al racconto degli apostoli; è apparso nuovamente nel cenacolo quando era presente Tommaso e dice a lui: "Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano e mettila nel mio costato, e non essere più incredulo, ma credente". Rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!" (cf. Giov. 20,19-28). È apparso anche al terribile persecutore Saulo sulla via di Damasco mentre si recava a imprigionare i cristiani per condannarli alla morte, e ha cambiato Saulo nel più grande apostolo, Paolo, il quale scrive: "Apparve a più di 500 fratelli ..., la maggior parte di essi vive ancora" (1 Corinzi 15,6-9).
Gesù è risorto e un giorno resusciterà tutti i morti.
È necessario accogliere Gesù se si vuol camminare verso la risurrezione gloriosa. Hai scelto Cristo Dio, il Risorto, definitivamente?

S. Agostino esclama: "Gesù è Colui dal Quale scostarsi è cadere, al Quale ritornare è risorgere, presso il Quale sostare, è rimanere, saldi e tranquilli": saldi nella fede e nella grazia, tranquilli ossia con la felicità nell'anima e con la gioia nel cuore.

















Nel Ritiro spirituale mondiale di 6.000 Sacerdoti, di 150 nazioni, svoltosi in Vaticano nel 1990, il P. Daniel Ange, iniziò a parlare di Gesù gridando con voce altissima: "È risorto! È risorto! È risorto!"

1 - La Risurrezione è il forte annuncio della divinità di Gesù.  La Sacra Scrittura qualifica Gesù con tanti nomi: Il Signore, il Redentore, il Sacerdote, il Buon Pastore, il Maestro, la Luce, il Verbo, la Via, la Verità, la Vita, il Pane della vita, ecc.
Tuttavia l'appellativo più dolce e più probante è questo: Gesù è il Risorto; perché "se Cristo non è risorto è vana la nostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati ... E noi siamo da compiangere più di tutti gli altri uomini. Ora, invece, Cristo è resuscitato dai morti" (1 Corinzi 15, 16-20).

2 - È un fatto certissimo che Gesù è morto ed è risorto.
	a) È certo che Gesù è morto: lo attestano i soldati i quali "venuti da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia" (Giov. 19,335.) ossia gli spaccò il cuore.
b) E’ certo che Gesù è risorto. Infatti nessuno portò via il cadavere poiché furono poste delle guardie a sorvegliare il sepolcro (cf. Matteo 27,62-66). Eppure il sepolcro fu trovato vuoto: vi erano soltanto le bende e il sudario (cf. Giov. 20, l-IO).
E per 40 giorni è apparso alle pie donne, agli apostoli, ai discepoli, ecc., i quali l'hanno veduto, udito, toccato, hanno perfino mangiato con Lui (cf. Giov. 20 e 21).

Esempio. Il filosofo Larevaliere Lepeaux (1753-1824) predicava una dottrina religiosa contraria al Vangelo. Ma pochi lo seguivano. Allora si presentò a Napoleone e gli disse "Sire, sopprima il cristianesimo e instauri la mia religione!" Napoleone rispose: "Sì, ma a queste condizioni: Tu, venerdì prossimo, fatti crocifiggere e muori sulla croce. Se domenica, dopo tre giorni, risorgerai, io farò quanto mi chiedi". Lepeaux si diede alla fuga.

    Gesù ha compiuto tanti miracoli, soprattutto è risorto da morte.
Dunque cantiamo con fervore: "Cristo Gesù è il Signore! E vivo! E vivo!" Un proposito fermo: droghiamoci di amore verso il Risorto.
	Gli apostoli avevano gioito di una presenza continua di Gesù nei tre anni della sua predicazione. E con stupore l'avevano più volte veduto nei 40 giorni dopo la sua morte e risurrezione. Poi "fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse alloro sguardo... Due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù che è stato assunto fino al Cielo, ritornerà un giorno allo stesso modo" (Atti 1,9-11).

 L’Ascensione di Gesù è il punto culminante della sua vita. 	E il termine delle sue fatiche e sofferenze. E l'ultima pagina terrena del suo cammino di totale obbedienza al Padre. E la sua vittoria definitiva sul peccato, sul diavolo e sulla morte.
È la sua esaltazione suprema, come afferma S. Paolo: "Gesù ... annientò Se stesso ... facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di Croce. Dio Lo ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore a gloria di Dio Padre" (Filip. 2, 5-11).

3 - Ascensione di Gesù è la conferma della sua divinità, della sua dottrina ed è la garanzia della sua missione. È venuto dal Padre, ci ha riconciliati con lui, ora ritorna al Padre per indicarci la strada.

4 - Ascensione di Gesù è, per noi, luce di fede e di speranza. 	
Aumenta la nostra fede. Ci ricorda qual è il nostro destino, e che anche il nostro corpo ha un altissimo valore poiché Gesù lo chiamerà alla risurrezione gloriosa e alla gloria celeste.
Rafforza la nostra sicura speranza, conforme alla promessa di Gesù medesimo: "Vado a preparare il posto per voi. E quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, verrò di nuovo a prendervi con me, af­finché dove sono io siate anche voi" (Giov. 14,25.).
Vi ripeterò con S. Paolo: "Possa Egli (Gesù) davvero illuminare gli occhi della vostra mente per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i Santi" (Efes. 1, 175.).