Casella di testo: Sono Mary ho 59 anni  e voglio gridare a tutti il mio amore per DIO.
A Lui una volta non pensavo, salvo ricordarmi che esisteva solo nel momento del bisogno.
Da tempo ormai ha bussato alla mia porta ed io prima tiepidamente ho aperto, poi ho spalancato la porta del mio cuore a LUI, unico bene perfetto.
A LUI va la mia riconoscenza ora e sempre per tutte le cose meravigliose che mi ha donato, anche se non sono mancate le croci anche dure.
Vi racconto un pochino la mia vita e credetemi è la verità:
Mi sono sposata a 22 anni  e precisamente il 18/10/1970   e pensate che mio marito l' 8/12/1970 (quindi neanche due mesi dopo) era ricoverato in ospedale alle Molinette di Torino. Dopo pochi giorni dal ricovero dopo aver subito delle analisi "terribili", ci è stato dato il responso: TUMORE INOPERABILE DELLA REGIONE PONTINA.
Ci è stato detto che avremmo potuto portarcelo a casa perchè non c'era più nulla dare.
Mio marito all'epoca lavorava per una Ditta di Torino il cui Titolare conosceva l'ospedale cantonale di Zurigo e ci ha proposto di interessarsi per un viaggio della speranza.
Siamo partiti per ZURIGO e mio marito è stato ricoverato nel reparto del prof. KRAJEMBUL (so che si dice  così ma non ricordo come si scrive) ed è stato operato a pagamento non per togliere il tumore ma per applicare una protesi che scaricasse il liquor dal cervelletto al cuore. Dopo è stato sottoposto alle applicazioni.
Non sto a raccontarvi le nostre vicissitudini (ci siamo fatti imprestare dei soldi perchè dopo due mesi che li aveva tutti quei soldi) ecc.
Si è ripreso  e quindi dopo circa un mese e mezzo siamo rientrati.
Personalmente non finirò mai di ringraziare il mio datore di lavoro che, immedesimandosi nel nostro dramma, mi ha concesso ampi permessi e così non ho mai perso il lavoro.
Bene, dal momento che mio marito stava abbastanza bene, ha iniziato a studiare da geometra, ma essendo una scuola serale  c'era da firmare il contratto che metteva la scuola al sicuro da eventuali "lasciate".
Mio marito ha parlato del suo male con questo direttore di scuola il quale non voleva scrivere la clausola: che si  riteneva annullata la scuola se fosse intervenuto qualche problema serio di salute in modo da non pagare le rette mensili. Dopo aver insistito questo direttore ha scritto nel contratto: il mensile dovuto verrà annullato solo per GRAVISSIMI problemi di salute.
Sembrava un malaugurato augurio, infatti dopo aver iniziato la scuola, dopo appena pochi mesi una sera rientra dicendomi che quel giorno aveva camminato al lavoro "barcollando" un pò come se fosse stato ubriaco.
Ci siamo immediatamente attivati con l'ospedale di Zurigo, il quale ci ha inviati all'ospedale di SAN GALLO da un certo Prof. WEBER.
Siamo partiti per questo viaggio e li questo meraviglioso professore lo ho operato  rimuovendo il vecchio drenaggio pensando che fosse quello il problema, riposizionandone un altro, ma poi in seguito ad ulteriori analisi è emersa la triste verità. Il timore - probabilmente di natura BENIGNA - aveva ricominciato a crescere e questa volta non c'era più nulla da fare. Nessuna applicazione poteva più essere fatta, e la chemioterapia non faceva nulla.
Vi racconto  che meravigliosa persona fosse questo prof. WEBER. 
La moglie di questo professore passava ogni giorno per le corsie dell'ospedale dove operava il marito per cercare di essere utile a noi italiani: non solo a mio marito e a me ma anche a tanti altri italiani che all'epoca si recavano in Svizzera perchè l'ITALIA purtroppo  era molto indietro nella chirurgia.
Arrivando da noi,  questa signora si ferma e ci dice: cosa ci fate così giovani in questo ospedale?
Abbiamo anzi ho raccontato la nostra storia, chiedendo alla signora se poteva trovare per me un posto per dormire non troppo costoso; infatti già ell'epoca in quella nazione costavano molto gli alberghi.
Lei gentilmente si è attivata e mi ha trovato un posto per  dormire presso una famiglia (lui svizzero e lei italiana) a pochi passi dall'ospedale.
Ribadisco che io non avevo chiesto nulla d'altro.
Va detto che prima di arrivare a San Gallo, l'ospedale ha voluto che fosse versata una certa quota per cautelarsi. Cosa che abbiamo fatto con non poche difficoltà.
Comunque dopo la seconda operazione, l'ospedale ci ha dimessi con la cura chemioterapica (allora per noi consisteva in una pillola che portavamo da San Gallo dentro a un contenitore con del ghiaccio, e poteva essere presa solo se i globuli bianchi fossero stati in un certo numero.
La mattina prima di partire vado dal Prof. WEBER per pagare il conto e mi sento rispondere: LEI A ME NON DEVE NULLA, deve solo pagare le spese ospedaliere; mia moglie mi ha parlato di voi e io non voglio la mia parcella.
INCREDIBILE VERO?
Per farla breve questa chemioterapia non è servita a nulla e il 14/2/1975 mio marito moriva. Si proprio il giorno di SAN VALENTINO.
Ricordo perfettamente che due giorni prima di morire ho ancora telefonato  a questo professore dicendogli che volevo prendere l'ambulanza per portare GIANNI da lui  per tentare una disperata operazione, ma lui mi ha invitato a non partire dicendomi che  sarebbe mancato per strada e che assolutamente  nessuna operazione poteva essere tentata perchè come avrebbero toccato il tumore, sarebbe  morto perchè  lo stesso era posizionato in un posto vitale.
L'ultima  sera siamo andati a dormire e a circa mezzanotte mio marito mi ha chiamata. Mary, Mary? Io mi sono svegliata e gli ho chiesto cosa voleva e lui mi ha risposto: NON VOLEVO NIENTE, VOLEVO SOLO DARTI UN BACIO.
Ci siamo dati un bacio e io stanca morta mi sono immediatamente addormentata. Al mattino alle ore 9 vedendo che ancora dormiva, gli sono andata vicino per chiamarlo ma... ERA IN COMA.
Ed è mancato quella stessa mattina alle ore 11,15.
 
Vi ho raccontato tutti questo con le lacrime agli occhi per dirvi che il mio incontro con DIO è iniziato così.
Subito me la sono presa con LUI, poi la mia rabbia è diventata PREGHIERA.
Ed è stato un crescendo di amore .
Non mi sto a dilungare con  le altre tristezze della mia vita fra le quali la perdita del mia adorato PAPA', il quale poco prima di morire mi ha detto di AVER SENTITO UNA MUSICA BELLISSIMA, ma... ha detto...
mancavano i violini. Forse questo voleva dire  che mancava molto poco alla sua entrata in PARADISO, così almeno io spero.
L'ultima cosa che ha fatto si che il mio cuore  fosse spalancato a DIO è stata la perdita di uno zio paterno che si è... suicidato (!)  a 85 ANNI.
Era affetto da tempo da TUMORE e praticamente nell'ospedale dove era ricoverato, non gli davano nulla contro il male, fino a che un giorno ha deciso di farla finita.
Questo ha fatto sì che tutta me stessa aprisse anzi spalancasse la porta del cuore  a DIO!
Sono certa che nella sua misericordia DIO abbia perdonato questo mio zio al quale volevo tanto bene e che anche mio marito e mio papà, insieme ad altri mie zii,  siano già nella gloria di DIO.
 
Tempo fa andando a trovare un mio cugino disabile, mi racconta di come lui e sua moglie una volta alla settimana  pregano il Santo Rosario insieme ai loro vicini di casa.
Mi viene da pensare: perchè non farlo anche io con i miei vicini  (siamo in 6 famiglie). Bene, ne parlo con la vicina di casa con la quale sono più in relazione e lei mi risponde: ma sei matta? ti prenderanno tutti in giro. 
Allora stupidamente desisto dal dirlo anche agli altri vicini.
Ma la mia Regina del Cielo sapeva la mia intenzione ed ha provveduto diversamente.
Infatti circa un anno e mezzo fa, un giorno in cui la Chiesa del paese ove io abito, era aperta tutto il giorno perchè era indetto per quel giorno un giorno di preghiera, mia madre, io ed una anziana signora cieca, ci siamo recate in chiesa per pregare. Non c'era nessuno, la Chiesa era deserta!
Abbiamo incominciato a pregare ad alta voce il Santo Rosario e dopo abbiamo continuato con la coroncina della Divina Misericordia.
Ma mentre finivamo il Rosario è entrato in chiesa un Frate in carrozzella e si è fermato con noi a pregare sino alla fine.
Dopo aver terminato ci siamo alzate per andarcene a casa ma questo Fra Martino chiede: chissà chi di Voi può venire a far pregare il Rosario nella casa di riposo dopo io mi trovo. 
Mia mamma risponde che a 90 anni e che va già tutte le mattine nella casa di riposo vicino a casa sua a far pregare le ricoverate.
L'altra signora purtroppo è cieca ed è in carrozzella e quindi ... ovviamente non può chiedere a lei.
 
Lui si rivolge a me ed io rispondo: non posso! adesso sono in pensione e al mattino devo sbrigare le faccende di casa, poi mi alzo un pò dopo al solito, ecc.
Lui continua dicendomi: se cambia idea domani mattina la aspetto per le ore 9,30.
Lo salutiamo e rientriamo. Torno a casa e non so perchè non riesco a essere serena, ho qualcosa nel cuore che mi da ansia. E poi... capisco.
Io non avevo detto di no a Fra Martino ma avevo detto di no alla MADONNA.
Il mattino dopo alle ore 9,30 ero presente nel posto che fra Martino mi aveva indicato e da allora praticamente ci vado quasi tutti i giorni ed è una immensa gioia aver detto SI al CIELO.
Quando non posso andare, come per esempio domani, mi sono organizzata perchè il Cielo mi ha fatto conoscere due persone che sono disponibili a far pregare al posto mio.
 
Per ultimo: mi sono risposata con una persona meravigliosa che il Cielo ha voluto donarmi ed ho da questo marito un figlio che oggi ha 26 anni. Lui è credente ma non frequenta più la Santa Messa e questa è una spina nel mio cuore. Lo affido sempre ai cuori di Gesù e di Maria chiedendo per lui solo i beni spirituali.
 

Mary - prov. di Torino.
 
 
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